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Stazzona
: da duemila anni al
servizio del viandante
- il piacere dell’ospitalità -
Il contesto
Chi non è legato da un forte
vincolo sentimentale alla
propria città natale? Il
Foscolo piange per la sua
Zacinto, Dante soffre per la
sua tanto amata Firenze, io
non riesco a pensare una vita
lontano dalla mia Stazzona. Da
sempre quelle quattro case
ammassate, quegli imponenti
muraglioni, le tre chiese
m’hanno affascinato.
Chi si arrampica per
raggiungere l’Aprica
probabilmente non si accorge
di lei, non vede le piante in
fiore dinnanzi a
quell’abitazione diroccata, né
si accorge della misera
piazza, non sa degli antichi
palazzi Lambertenghi e del
Castello distrutto dai
Grigioni: non immagina nemmeno
lontanamente che c’è chi è
pronto a dare il cuore per
questo villaggio. Invece noi,
qui a Stazzona, sappiamo di
esserci, pochi ma buoni,
umili, più unici che rari,
sempre pronti a lottare per
innalzare il nome del nostro
paese distinguendoci in ogni
occasione.
Il vino qui a Stazzona è stato
giudicato da tanti uno tra i
più buoni della valle, la
latteria tra le più
prestigiose in zona, la
centrale idroelettrica è, per
un certo qual verso unica…la
sua storia non è certamente di
poca importanza.
Per questi motivi, ma
soprattutto per il legame che
unisce così saldamente noi ed
il nostro simpatico paese, ho
deciso di ricostruire
brevemente l’umile avventura
di Stazzona. Non potendo
rifarmi solamente a documenti
originali, ho ricercato
testimonianze anche
nell’Archivio di Stato e nei
numerosi libri scritti intorno
alla nostra provincia.
Speriamo che questa bambinata
non faccia ridere i miei
Penati .
Da Prefazione “Ricerca su
Stazzona” 08\05\1996 -
Liceo Ginnasio G. Piazzi
Il Perché
Tutti amano parlare di se,
mostrare ciò che di buono
pensano di possedere, vantarsi
di ciò che di prezioso
conoscono.
La cultura valtellinese ormai
è nelle mani di pochi ed è
sempre più difficile
avvicinarsi alle profonde
radici, ascoltare i veri
profumi, sentire i giusti
odori, camminare nella storia
della Valtellina.
Nascono grandi associazioni,
sorprendenti iniziative,
monumentali operazioni, ma
alla fine il viandante passa,
percorrendo solamente la via
senza spesso riuscire a
cogliere i fiori autoctoni, i
frutti più succosi, i sorrisi
più profondi.
Il mio paese, Stazzona, è nata
dall’esigenza romana di dare
ospitalità a cavalli e uomini;
così è stato per millenni. Noi
non si vuole altro che tornare
a fare ciò che è sempre stato
fatto, col grande piacere di
offrire noi stessi e ciò che
ci coinvolge: il nostro letto,
i frutti della terra, i piatti
di qua, le esperienze della
gente che ci circonda, la
natura, gli animali, i
paesaggi, le emozioni
attraverso le sinergie di chi
crede nella Valtellina, nelle
sue radici, e soprattutto nel
suo futuro.
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Da
Prefazione “Ricerca su
Stazzona” 1996
-
Liceo
Ginnasio G. Piazzi
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